E raccattare le energie la mattina presto per decidere di fare venti minuti di corsa.
E prepararsi indossando una fantastica tutina viola.
E cercare l'IPod per immaginare (mentre corri) di essere la protagonista di un film eroico, sensazionale, adorato dal pubblico e pure dalla critica.
E notare con gaudio che l'Ipod è completamente scarico.
E, in quest'era tecnologica (non essendo mio il suddetto IPod) non sapere come cazzo fare a ricaricarlo almeno per il tempo sufficiente ad espellere quei due/tre ettolitri di tossine dal mio corpo.
E incazzarsi con il famigerato IPod, con Homo che non si sa mai dove infila le cose, con tutto il resto del mondo, ma soprattutto con sé stessa per non averci pensato prima.
E uscire di casa comunque (di cattivo umore però) col grugnone che arriva fino a terra.
E dirigersi sotto gli argini del fiume, dove sembra esserci un paradiso isolato dal mondo terreno, senza dimensione e senza tempo, dove il massimo che puoi fare è incontrare un altro insonne come te con la sua tutina e il suo (beato lui) IPod.
E pensare che davvero beatoluiconilsuoIPod, perchè senza musica è tutto molto più moscio e faticoso.
E sentire, dopo il curvone, proprio di fronte alla Cloaca Massima, appena superato il Ponte Rotto, un unico suono inaspettato provenire da molto lontano: è musica.
E avvicinarsi.
E sentire quella insolita melodia sempre più forte, trasformarsi in un grido, un richiamo, un invito sussurrato.
E veder comparire in lontananza un puntino; è un ragazzo, con accanto un valigione di cuoio marrone ed in bocca una scintillante tromba; è solo; suona concentrato a occhi chiusi rivolgendosi all'acqua che scorre da secoli infiniti a meno di un metro da lui.
Parla con lei. Ed i suoi gesti lenti sembrano accompagnarla nel suo placido fluire.
E ascoltare la sua musica lenta e rimbombante che si propaga nell'aria mattutina, che incita i gabbiani a volare più in alto e le papere a giocare fra loro.
E correre allora. Più forte, nel tepore del primo raggio di sole, al ritmo senza tempo di quel fotogramma magico ed inatteso.
E pensare che la vita è bella.
ps: ragazzi lo so che questi post non sono propriamente ciò che vi aspettate da questo blog. Ma è così. 'Sto periodo mi escono riflessivi. Abbiate pazienza.














